Il Giornale dei Comuni, LePrisonnier delizia in quota

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Un inatteso articolo su LePrisonnier in uscita su GdC

Ecco un articolo molto ben strutturato su LePrisonnier: la sua origine, il percorso che lo ha fatto nascere oltre alle sue caratteristiche organolettiche.

Recentemente la vigna storica è stata ampliata in due direzioni, da un lato sono stati realizzati terrazzamenti con tronchi di castagno per aumentare la superficie con i vitigni presenti nella vigna storica. Dall’altro lato si è recuperato un terreno già coltivato a vite, ma leggermente trascurato destinandolo alla vigna del giovane Henri che ha iniziato nel 2013 la propria attività fondando La Plantze e producendo un paio di etichette.

Fortunatamente le gelate che hanno caratterizzato questo inizio di primavera in valle non hanno provocato danni irreparabili.

Una ventina di piantine della nuova vigna erano in procinto di essere reimpiantate dopo una passeggiata di perditempo all’interno della vigna. Ora saranno un po’ di più, ma niente a confronto dei danni provocati dal gelo nei vigneti di Morgex in Alta valle.

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Il Giornale dei Comuni – Le Prisonnier

Bibenda – la premiazione

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Sabato 19 novembre a Roma la premiazione ufficiale di Bibenda 2017, come preannunciato Maison Anselmet ha visto assegnati i 5 grappoli a Le Prisonnier.

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Bibenda 2017 assegna a Le Prisonnier i 5 grappoli.

Questo vino estremo ha raggiunto negli anni una continuita’ associabile solo alle grandi etichette. Le diverse annate, le condizioni metereologiche mai uguali, le escursioni termiche che variano di anno in anno possono determinare sensazioni diverse al naso e in bocca, ma non fanno mai abbassare di livello.

Una continuità caratteristica dei veri grandi vini di tradizione.

L’assemblage di Petit Rouge, Cornalin, Fumin e Mayolet, associato al sapiente affinamento in barrique francesi di diversa tostatura e utilizzo arrotondano e rendono omogenee le diverse annate.

LaStampa: Torrette Superieur 2014 & WS

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Ancora attuale il bell’obiettivo raggiunto dal nostro VdA Torrette Superieur 2014 dop all’inizio di questo mese.

Ecco infatti un rilancio della notizia apparso su La Stampa di Sabato 15 ottobre a pagina 50.

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I punteggi di #Winespectator ad Anselmet ancora attuali.

Viste i promettenti assaggi del 2015, mettiamo tutto il nostro impegno per una riconferma con questa annata.

Operawine2016

Lo scorso anno lo Chardonnay élevé en fut de chene 2012 di Maison Anselmet era inserito tra i 14 migliori vini bianchi d’Italia. Oggi un altro passo è stato fatto da questa etichetta di riferimento per la produzione vinicola valdostana: lo Chardonnay élevé en fut de chene 2013 di Maison Anselmet entra, unico vino della Valle d’Aosta, tra le 100 migliori etichette d’Italia.
A Verona si è svolta come consuetudine la formale conclusione del percorso di selezione con le premiazioni e soprattutto le degustazioni.

Ma all’apertura di Operawine2016 c’è stata anche qualcosa di insolito. Continuando a leggere questo articolo la si potrà condividere con noi: il video della apertura di Operawine con una improvvisazione di Sting

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A rappresentare l’Azienda, Bruna Cavagnet a cui fanno capo tutte le lavorazioni in vigna.

WineSpectator: Chardonnay nei top100 in Italia

Anche quest’anno lo Chardonnay élevé en fut de chene 2013 é tra i migliori vini d’Italia secondo WineSpectator. Il prossimo 9 aprile a Verona nell’ambito di Operawine 2016, evento di pre-apertura di Vinitaly 2016, la premiazione. A ritirare il premio Bruna Anselmet.

ChardChe13

Gia’ lo scorso anno lo Chardonnay élevé en fut de chene 2012 Maison Anselmet era stato inserito da WineSpectator tra i quattordici migliori vini bianchi d’Italia. Una classifica che includeva anche un altro produttore valdostano. Quest’anno la selezione é stata durissima e con grande orgoglio siamo riusciti a riconfermare, questa volta purtroppo unici valdostani, le posizioni dello scorso anno. Lo Chardonnay élevé é infatti inserito non più nella classifica dei soli vini bianchi, ma in quella che ha valutato l’intera produzione vinicola italiana.

Nelle foto sotto Corriere della Sera ha pubblicato la classifica 2015 e la 2016.

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Chardonnay élevé: ancora un riconoscimento

Maison Anselmet una conferma ad Operawine 2016

Operawine

Come tradizione, ecco che con febbraio ritorna la classifica stilata dagli executive di wine spectator nel contesto di Operawine a Vinitaly, la manifestazione, giunta alla quinta edizione, che redige l’elenco dei migliori vini italiani.
Una delle caratteristiche principali è la presenza di almeno un vino per ciascuna regione italiana.
“Sono veramente felice di questo riconoscimento – commenta Giorgio Anselmet – speravo proprio che il mio Vallée d’Aoste Chardonnay élevé en fût de chêne 2013 venisse considerato un grande vino. E’ effettivamente uno dei miei fiori all’occhiello. “Giorgio Anselmet, cuore e mente dell’omonima Maison, è un viticultore pieno di entusiamo, energia e passione. Forse bisognerebbe trovare una definizione per la categoria di viticoltori a cui lui e pochi altri appartengono, quella dei “viticoltori passionali”, uomini e donne che hanno trasformato una passione in una ragione di vita, in una ragion d’essere. L’impegno quotidiano in vigna e in cantina sono insieme rispetto della tradizione e ricerca dell’innovazione, del miglioramento e dell’attenzione verso un prodotto di qualità.
Continua Giorgio Anselmet “… sono veramente onorato di condividere la presenza a Operawine con etichette storiche. Mi fa piacere anche la continuità di queste attribuzioni, perchè il mio obiettivo è fare dei vini importanti con continuità, cerco, nella mia dimensione, di essere un punto di riferimento costante per i miei clienti e mi sento in obbligo verso chi sceglie i miei vini di non deludere le aspettative. ”.
Il Vinitaly di Verona, che quest’anno arriva al mezzo secolo di vita, si aprirà per la quinta volta con l’evento organizzato assieme alla squadra dei critici americani, ai quali è affidato il compito di stilare una lista di etichette e aziende considerate al vertice dell’Italia enoica, composta da cantine note e realtà meno conosciute in grado però di raccontare frammenti di territorio per un totale di 101 aziende, da tutte le regioni.

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