Il Tritagonista e il nostro Chardonnay

I valdostani hanno tratto il meglio dai loro storici conquistatori e anche dai loro confini. Gli Anselmet con gli Svizzeri dialogano di Petite Arvine, con i francesi si confrontano sullo Chardonnay.

Possedere ettari per la coltivazione delle viti, della frutta, delle patate era usanza diffusa. La maggior parte degli abitanti, però, pensava ad una economia di sussistenza. Pochi, realmente, avevano intuito il valore della terra. Renato è lungimirante. Nel 2001 lascia il testimone al figlio Giorgio, oggi ha una cantina che può essere classificata come eccellenza. Venti etichette. Venti nettari pensati appositamente per chi lavora nella Maison Anselmet. Oggi anche il nipote Henri può spaziare, creare nuovi aromi e regalare emozioni perché di questo si tratta.
Gli Anselmet offrono a chi giunge in cantina non solo assaggi di vini, ma un accesso al loro mondo, facendone comprendere l’essenza.

Alcuni sorsi commuovono come lo Chardonnay che farebbe impallidire la Borgogna, il Torrette Superior esprime l’ abbinabilità con le ricette del luogo, il Chambave Muscat è particolarissimo, il Pinot Noir di classe.

Qualita’ e Quota – Spirito di vino

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Qualita’ e Quota. Nel 2001 nasce MaisonAnselmet, il ‘mestiere’ risale al 1585. Chardonnay, Petite Arvine e lePrisonnier i risultati di questo percorso.

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Qualita’ ad alta quota. Chardonnay, Pinot Noir, Petite Arvine, lePrisonnnier i risultati del lungo lavoro in vigna e in cantina.

Nel 2001 nasce l’azienda ma il mestiere di vignaiolo nella famiglia Anselmet risale al 1585. Per un sapere tra i filari e in cantina che si trasmette alle generazioni successive con immutata passione.

Da sempre la montagna è valutata come sinonimo di spazi aperti e di liberta’. Frequentare però la montagna in maniera «dolce», senza esigere quello che non può offrirci, rispettando quello che può regalarci, è il primo atto di forte responsabilità. Un incipit che profuma di avver-timento al semplice avventore di tale paesaggio, ma che invece vuole essere collegato fortemente a una famiglia valdostana, che ha fatto della responsabilita’ ambientale un dogma imprescindibile. Una vigorosa ri-vendicazione, quella degli Anselmet, che si traduce non solo in una consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti, ma che so-prattutto si trasforma in effettiva maturità. Già, poiché la prima traccia certa di un Anselmet vignaiolo si ha addirittura nel 1585 con un con-tratto di acquisto di una vigna in località Villeneuve. Da allora, l’impegno di coltivare la vite si tramanda di generazione in generazione, sino alla fine degli anni ’70.

Pubblicato da SpiritodiVino. Dicembre 2017.

comunicati-stampa.net – LePrisonnier è uno dei 22 Tastevin 2018 di AIS

Ventidue vini si sono aggiudicati il Tastevin, premio che AIS assegna alle etichette che, di anno in anno, meglio sanno rappresentare il proprio territorio di appartenenza.

Quindicimila etichette in rappresentanza di oltre duemila cantine, un grande lavoro a monte, svolto da un gruppo di degustatori che hanno valutato oltre trentacinquemila campioni provenienti da tutta la Penisola.

Una selezione svolta alla cieca, che ha evidenziato l’ulteriore crescita qualitativa del vino in Italia.

Ventidue vini si sono aggiudicati il Tastevin. Una classifica che diventa sempre più affollata, con punteggi medi che salgono, stimolando l’impegno dei degustatori.

aisitalia.it – lePrisonnier non solo 4viti ma anche Tastevin 2018

Ventidue vini si sono aggiudicati il Tastevin, premio che l’AIS dedica alle etichette che, di anno in anno, meglio sanno rappresentare il proprio territorio di appartenenza.

Si è rinnovato l’appuntamento con i migliori vini italiani raccolti nel volume che l’Associazione Italiana Sommelier dedica ogni anno ai propri amici.
Quindicimila etichette in rappresentanza di oltre duemila cantine sono raccontate nelle pagine di Vitae 2018. Un grande lavoro a monte, svolto da un vero esercito di degustatori che hanno preso in analisi oltre trentacinquemila campioni provenienti da tutta la Penisola.

Una selezione difficile, svolta rigorosamente alla cieca, che ha evidenziato l’ulteriore crescita qualitativa del vino in Italia.
Ventidue vini si sono aggiudicati il Tastevin, premio che l’AIS dedica alle etichette che, di anno in anno, meglio sanno rappresentare il proprio territorio di appartenenza, scelte tra quelle insignite delle Quattro Viti. Una classifica che diventa sempre più affollata, con punteggi medi che salgono, stimolando l’impegno dei degustatori.

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