Il Tritagonista e il nostro Chardonnay

I valdostani hanno tratto il meglio dai loro storici conquistatori e anche dai loro confini. Gli Anselmet con gli Svizzeri dialogano di Petite Arvine, con i francesi si confrontano sullo Chardonnay.

Possedere ettari per la coltivazione delle viti, della frutta, delle patate era usanza diffusa. La maggior parte degli abitanti, però, pensava ad una economia di sussistenza. Pochi, realmente, avevano intuito il valore della terra. Renato è lungimirante. Nel 2001 lascia il testimone al figlio Giorgio, oggi ha una cantina che può essere classificata come eccellenza. Venti etichette. Venti nettari pensati appositamente per chi lavora nella Maison Anselmet. Oggi anche il nipote Henri può spaziare, creare nuovi aromi e regalare emozioni perché di questo si tratta.
Gli Anselmet offrono a chi giunge in cantina non solo assaggi di vini, ma un accesso al loro mondo, facendone comprendere l’essenza.

Alcuni sorsi commuovono come lo Chardonnay che farebbe impallidire la Borgogna, il Torrette Superior esprime l’ abbinabilità con le ricette del luogo, il Chambave Muscat è particolarissimo, il Pinot Noir di classe.

aostacronaca.it: Maison Anselmet e La Plantze a Cervinia

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L’eccellenza enologica di Maison Anselmet e di La Plantze inaugurano la nuova stagione del ristorante dell’hotel White Angel a Breuil-Cervinia.

Nicola Loiodice, il nuovo Restaurant manager del White Angel, ha organizzato la degustazione di alcuni vini di Maison Anselmet e di La Plantze “per approfondire la realtà valdostana nel mondo del vino allo staff, ai nostri ospiti, ai tecnici del settore”.

Durante la degustazione Henri Anselmet, figlio di Giorgio e titolare di LaPlantze, ha raccontato di come a 24 anni abbia voluto staccarsi dalla Maison di famiglia per creare una propria struttura vitivinicola. Ancora poche le etichette in portfolio, su tutte spicca il già affermato Nagott.

#WhiteAngel, #Cervinia
White Angel Cervinia inizia con i vini di Maison Anselmet e LaPlantze

“Il racconto di Henri – commenta Loiodice – è servito per far capire al nostro staff che la forza di volontà può portare a una propria indipendenza professionale e a grandi successi”.

Qualita’ e Quota – Spirito di vino

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Qualita’ e Quota. Nel 2001 nasce MaisonAnselmet, il ‘mestiere’ risale al 1585. Chardonnay, Petite Arvine e lePrisonnier i risultati di questo percorso.

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Qualita’ ad alta quota. Chardonnay, Pinot Noir, Petite Arvine, lePrisonnnier i risultati del lungo lavoro in vigna e in cantina.

Nel 2001 nasce l’azienda ma il mestiere di vignaiolo nella famiglia Anselmet risale al 1585. Per un sapere tra i filari e in cantina che si trasmette alle generazioni successive con immutata passione.

Da sempre la montagna è valutata come sinonimo di spazi aperti e di liberta’. Frequentare però la montagna in maniera «dolce», senza esigere quello che non può offrirci, rispettando quello che può regalarci, è il primo atto di forte responsabilità. Un incipit che profuma di avver-timento al semplice avventore di tale paesaggio, ma che invece vuole essere collegato fortemente a una famiglia valdostana, che ha fatto della responsabilita’ ambientale un dogma imprescindibile. Una vigorosa ri-vendicazione, quella degli Anselmet, che si traduce non solo in una consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti, ma che so-prattutto si trasforma in effettiva maturità. Già, poiché la prima traccia certa di un Anselmet vignaiolo si ha addirittura nel 1585 con un con-tratto di acquisto di una vigna in località Villeneuve. Da allora, l’impegno di coltivare la vite si tramanda di generazione in generazione, sino alla fine degli anni ’70.

Pubblicato da SpiritodiVino. Dicembre 2017.

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