Il Tritagonista e il nostro Chardonnay

I valdostani hanno tratto il meglio dai loro storici conquistatori e anche dai loro confini. Gli Anselmet con gli Svizzeri dialogano di Petite Arvine, con i francesi si confrontano sullo Chardonnay.

Possedere ettari per la coltivazione delle viti, della frutta, delle patate era usanza diffusa. La maggior parte degli abitanti, però, pensava ad una economia di sussistenza. Pochi, realmente, avevano intuito il valore della terra. Renato è lungimirante. Nel 2001 lascia il testimone al figlio Giorgio, oggi ha una cantina che può essere classificata come eccellenza. Venti etichette. Venti nettari pensati appositamente per chi lavora nella Maison Anselmet. Oggi anche il nipote Henri può spaziare, creare nuovi aromi e regalare emozioni perché di questo si tratta.
Gli Anselmet offrono a chi giunge in cantina non solo assaggi di vini, ma un accesso al loro mondo, facendone comprendere l’essenza.

Alcuni sorsi commuovono come lo Chardonnay che farebbe impallidire la Borgogna, il Torrette Superior esprime l’ abbinabilità con le ricette del luogo, il Chambave Muscat è particolarissimo, il Pinot Noir di classe.

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